Recensione: Fiore – Angela Villani

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Titolo: Fiore

Autore: Angela Villani

Pubblicazione: Schena Editore, marzo 2017

Sinossi: La storia, narrata in prima persona da Fiore, si sviluppa attraverso il recupero memoriale, in uno spazio in cui la bellezza di Polignano, Torino e Londra fa da sfondo alla vicenda. Nel tempo si condensano episodi che, nel ricordo, rivelano il loro peso specifico. Sono i tasselli di un mosaico che, finalmente, può ricomporsi. L’asse portante della storia è l’intenso rapporto d’affetto e complicità che c’è tra Fiore e il fratello Dario, entrambi adolescenti alla ricerca di sé. Scopriranno l’amore: Dario conoscerà il vero sentimento grazie ad Alessandro e verrà appoggiato incondizionatamente da Fiore. La ragazza invece andrà incontro ad una forte delusione: l’incontro con John rischierà di avere un epilogo drammatico. Fiore si salverà, e la sua voce non verrà messa a tacere, come le tante voci di donne strappate alla vita e divenute casi di ordinaria follia.

 

Se si pensa a un fiore, si immaginano i colori con cui sono dipinti i petali, la corolla piena di quel delizioso nettare che tanto agognano gli insetti. Se ne percepisce nella mente il gradevole profumo, unico e irripetibile. Il fiore è la parte più delicata della pianta, ma anche la più bella, la più amata, il simbolo di una vita che se pure incontra difficoltà, ha comunque la forza di sbocciare, di mettersi in prima linea, con tutta la sua fragilità. Un fiore però, per essere bello, ha bisogno che la pianta sia forte e robusta, con le radici ben salde, altrimenti oggi bocciolo che nascerà sarà cagionevole e troppo debole per resistere alle piogge, al vento e a ogni futuro imprevisto.

 

Anche la protagonista di questa splendida storia è un fiore e ne porta il nome.

Nata e cresciuta tra le mura di Polignano, poco distante da Bari, la nostra Fiore, si trova a raccontare la sua storia, con la franchezza con cui si parla alle pagine segrete e confidenti di un diario, alla propria amica del cuore, regalandoci non un romanzo, ma un quadro bellissimo.

Siamo in grado di sentire il sapore, osservare i colori, toccare a mani nude ogni singola emozione, ogni lacrima di dolore e ogni perla di gioia.

Per Fiore la vita è sempre stata un dono prezioso, e più prezioso ancora, è suo fratello Dario.

Una sola anima divisa in due corpi, una sola tela in cui due pennellate si intrecciano, finendo per divenire un disegno unico e inseparabile. Fiore ha accolto e compreso la fragilità di Dario come quella di un bocciolo tanto delicato da aver bisogno di più protezione per crescere. Il suo amore e la sua dedizione saranno per Dario le armi per aprirsi al mondo.

Attraverso questo raffinato quadro, fatto del blu profondo del mare, del grigio intenso della nebbia, del plumbeo cielo in tempesta,

Le nubi cariche di pioggia coloravano il cielo e rispecchiavano il mio stato d’animo. L’azzurro intenso era trascolorato nel grigio e anch’io mi sentivo grigia, non ero più un tenero germoglio ma una foglia avvizzita all’improvviso e accartocciata su se stessa.

Fiore ci accompagna in un viaggio di formazione, di consapevolezza di quanto sia dura la vita, ma anche di quanta bellezza possa esser celata dietro il manto scuro della delusione.

Strappata all’idea di una vita famigliare forte e compatta, stabile e intaccabile, la giovane deve ben presto fare i conti con il tradimento del padre. Quel padre che ha sempre visto amorevole, ligio ai suoi compiti di buon marito e genitore presente. Chi è ora quell’uomo seduto al tavolo di un ristorante con una donna bellissima e una bimbetta dallo sguardo d’angelo?

Dietro un’apparenza così ben costruita il mondo reale si staglia pericoloso e subdolo, proprio come suo padre che per anni ha celato a tutti la presenza di un’altra donna nella sua vita, con cui addirittura ha condiviso una figlia. Privata di quella radice, Fiore sente di non riuscire più a lottare per sopravvivere. Nulla sembra aver più senso.

Ero stata la sua bambina, la figlia amata e desiderata e sarei dovuta divenire il bastone della sua vecchiaia perché, si sa, i figli alleggeriscono gli acciacchi della vecchiaia e se la caricano un po’ sulle loro spalle. Ci si rende conto, con il tempo, di come tutto sia transitorio, anche le intime e raccolte atmosfere familiari: i genitori sono i depositari delle nostre radici, la prova tangibile che non si nasce soli, ma che lo si diventa. Ed io lo ero diventata troppo presto e in maniera traumatica.

Solo l’amore infinito per Dario riesce a darle la forza per non staccarsi definitivamente da quella pianta a cui improvvisamente è stato reciso un ramo portante.

Lei deve vivere e deve farlo per suo fratello, per quella gemma che deve ancora schiudersi e che altrimenti sarebbe condannata ad appassire senza veder mai la luce del sole.

Fiore si rialza e lotta contro la tristezza che sente divorarla, sa che deve essere forte, consapevole di essere una ragazza in grado di affrontare anche questo ostacolo.

La vita avrà senz’altro delle belle sorprese per lei.

Prova a soffiare forte, Fiore, sperando di allontanare dal cielo quelle nuvole cariche di pioggia e lacrime, di rancore e rabbia e ci riesce anche, godendosi una vacanza a Torino da sua cugina, ovviamente insieme a Dario.

Nuove amicizie, un nuovo amore, l’affetto ritrovato di Roberta. Un nuovo anno, una nuova Fiore.

La ragazza assapora le timide e delicatissime fasi dell’innamoramento. Cresce in lei il desiderio di amare ed essere amata. Quel giovane ragazzo inglese, John, le si imprime nella mente e nel cuore, con la forza di un ciclone che riesce a pulire l’aria da ogni impurità attaccata alle pareti del suo cuore ferito.

Si sente bene come non stava da tanto. Anche suo fratello sembra svegliarsi da quel torpore che lo ha reso debole e introverso. Nei suoi occhi brilla una nuova luce e questa si chiama Alessandro.

Come una mamma contenta di vedere il suo cucciolo finalmente innamorato, Fiore si domanda come abbia fatto a non accorgersi prima dei gusti del fratello. Quanto sarà difficile per lui vivere il suo amore?

Ma lei è disposta a difenderlo come una corazza, fedele come uno scudo. Nessuno potrà mai vessarlo per amare un uomo.

A Torino i due ragazzi si sentono vivi, adulti, capaci di sollevare il mondo e cercare la loro meritata felicità. C’è posto per tutti su questa terra e loro rivendicheranno il loro spazio.

Ma il cielo può cambiare con un attimo, attirare giovani inconsapevoli sotto un caldo sole e colpirli d’improvviso con un tremendo temporale.

In viaggio a Londra, Fiore capirà che bisogna esser più furbi, sognare meno e stare più attenti a chi promette rose e regala solo spine. John si rivela non essere quello che credeva e dopo averla aggredita, la minaccia. Un messaggio chiaro: la faccenda non si conclude lì. Fiore scappa, si rifugia tra i suoi affetti e si ripromette di esser ancora più forte.

A farle credere che l’amore vero esiste davvero sono rimasti solo Dario e Alessandro.

La tenacia, il coraggio e la forza vitale di Fiore la porta di nuovo a Torino, per iniziare la sua carriera universitaria. Insieme a suo fratello i due giovani crescono, sviluppano e lottano per le proprie idee. Tasselli di una grande città, si immergono nella culla del cambiamento, della rivendicazione di quei diritti che si sono persi, chissà dove, nel corso dei decenni.

Il destino però sembra voler dare un’altra lezione a Fiore, e con quell’ultima dimostrazione di prevaricazione dell’inciviltà e dell’ignoranza, di cattiveria e ingiustizia, diventerà definitivamente adulta.

La vita non è brutta o bella, sono le persone a esserlo.

Magari la sua sarà solo una voce, fievole e raminga, ma ogni coro possente e incisivo è formato da singole voci.

Non importa quante sconfitte dovremo subire, l’importante è non smettere mai di lottare, non lasciarsi, in alcun modo, prevaricare dall’ingiusto pregiudizio e da eccessi di malato egocentrismo.

È la nostra vita,

Il nostro urlo,

La nostra lotta.

Ho divorato queste pagine e ciò che mi è rimasto più impresso, oltre la tavolozza di innumerevoli colori è la forza emotiva di questa ragazza.

Il cammino di crescita preciso e dettagliato di un’icona.

Perché ognuna di noi poteva essere Fiore.

Lo stile scorrevole, semplice ma splendidamente descrittivo delle emozioni attraverso i colori e i suoni della natura ha reso questo romanzo apprezzabile e consigliabile.

Un grazie di cuore ad Angela Villani per averci aperto la finestra attraverso cui poter ammirare la sua personale visione di argomenti così attuali e dibattuti.

 

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